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26 gennaio 2012 4 26 /01 /gennaio /2012 21:25

Ho scritto questa poesia, dedicata ad Emilio Ferrari, dopo aver trovato una sua lettera scritta dall’Africa nel luglio 1942. Non farà più ritorno.

 

Se fossi nata maschio mi avrebbero dato il nome Emilio, in sua memoria.

Elena Giulia Belotti.

 

Dal foglio matricolare:

Chiamato alle armi, imbarcato a Lecce l’11 luglio 1942, sbarcato a Darnah lo stesso giorno. Disperso nella battaglia denominata “operazione Supercharge” (Tel le Aqqaqir) il 2 novembre 1942.

 

 

 

Cara Mamma,

mi metto ancora a scriverti perché vedo che non mi arriva niente. E’ un mese e più che non ho vostre notizie. Certo che voi non ne avete colpa, il casino è che non avete il mio indirizzo giusto. Io tutti i giorni sto con molta ansia di aspettare le vostre notizie ma non arrivano mai. E’ brutto. Ora, io sono in buona salute come spero sempre di tutti voi in famiglia. Ora voi non pensate male che io sono comodato bene. Ora mi hanno messo in una caserma bella e ci stiamo bene. Prega Dio che mi faccia star qui sempre che sono fuori da tutti i pericoli. Io vi ho già scritto quattro lettere e quattro cartoline. Quando poi mi scrivi fammelo sapere quante ne hai prese. Hai capito? Qui vicino a noi ho trovato uno di Bergamo che è di Caravaggio. E’ in fureria e mi vuole bene e mi disse che se mi bisognava qualche cosa di dirlo a lui. Voi certo che vorrete sapere un po’ della mia deca. Fino adesso non abbiamo preso niente. E’ quasi un mese, ma quando li prendo ho idea di farvi subito un vaglia e col andare avanti li tornerò tutti quelli che mi ha dato Pietro, che mi ha aiutato tanto. Anche lui poveretto, è vero… però non dubitate che vi tornerò anche i vostri et è giusto perché io son giovane ma comprendo bene. Ora vi spiego come è qui : la roba si trova tutta ma è uno sproposito tutto; l’uva ce n’è ma a £ 30 al chilo, le sigole (cipolle) £ 20 al chilo un pacchetto di biscotti £ 8, insomma tutto caro dunque. Vedi che non conviene sprecarli i soldi ,è vero che sarà più bello a mandarveli a casa. Ora io vi ho spiegato un po’ tutto, come è qui e certo che voi vorrete sapere cosa faccio io qui: faccio l’istruttore, insegno le armi agli altri soldati. Voi sentirete la radio che vanno avanti bene qui in Africa; fra qualche giorno ci sarà la vittoria. Sempre forza e coraggio che tutto passa e non torna più. Ora io vi metto il mio indirizzo giusto che me lo  detta il mio amico : Centro Istruzione Legione Fanteria Reparto Provvisorio Nucleo A.P.M.n.34

Scrivete con questo indirizzo che è giustissimo.

Non sbagliatevi. Saluti Emilio, ciao.

 

 

 

Avrai sempre vent’anni

 

Avrai sempre vent’anni

soldato

ragazzo

fratello lontano !

 

Con il tuo sangue

hanno scritto la storia.

 

L’ ultimo tuo sguardo

lo hai consegnato al vento,

fidato destriero straniero,

che ha corso più veloce

per te

quel giorno

dall’ Africa all’Europa

quel giorno che non so.

 

Avrai sempre vent’anni

fratello

e mille di coraggio,

“ La sete fa star male, la deca è da sudare ma ve la spedirò mamma, sicuro”

e dignità quanta  i suoi giorni la Terra.

 

Tu vivi !

Soldato

ragazzo

disperso italiano,

 

e avrai sempre vent’anni Emilio,

tu,

 

che hai portato

 

il mio nome

 

da Uomo

 

e consegnato il corpo

 

in luogo che non so.

 

 

 

  Elena Giulia Belotti



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