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20 ottobre 2012 6 20 /10 /ottobre /2012 20:56

Ringrazio il Prof. Nino Lo Conti per la bellissima introduzione alla serata che mi ha dedicato, e che qui in parte riporto. Elena.

 

 

Presentazione

nel luminoso circolo, Morgan Miller Edizioni 2012

(Elena Giulia BELOTTI)

E’ un piacere per me potere dire qualche parola sulla “nostra”  Elena Giulia Belotti. Desidero sottolineare “nostra” perché Lei, ormai da tempo, costituisce una ricchezza ed un patrimonio per l’intera Comunità sangiovannese, la quale, fra i tanti vanti che le derivano dalla Tradizione e dal Folclore, può iscrivere nel consistente elenco di propri  intellettuali-studiosi-artisti e poeti anche il nome di Elena Giulia.

Elena è ormai alla sua seconda raccolta, nel luminoso circolo, una prova questa che conferma la sua profonda sensibilità poetica, già emersa in Taraxacum officinale. Le sue liriche “nascono” già straordinarie: sia per l’intima tensione sintattica su cui poggiano (si veda ad esempio già il titolo, nel luminoso circolo), un sintagma con iniziale minuscola che, da un lato, immette  il lettore già in medias res (proprio come la vita!), mentre, dall’altro,  induce lo stesso lettore verso l’attesa e il completamento; sia per la semplicità (solo apparente però!) - fatto che già di per sé appartiene alla poesia grande (penso a San Francesco, ma anche a quasi tutta la poesia del Novecento). E a proposito di San Francesco, già nel componimento di esordio, Fontane, emergono gli stessi termini che già splendevano nel Canto delle Creature: Umili e caste. Secondo me la cifra costitutiva della poesia di Elena sta proprio nella casta umiltà dei suoi versi, in cui trovano posto termini di una semplicità sconcertante, ma che in realtà rimandano alle parole che stanno all’inizio e alla base della vita: acqua, pietra, sole, nuvole (gli stessi elementi che l’antica filosofia poneva come “costitutivi” dell’Universo). La nostra poetessa, con la propria straordinaria sensibilità, si fa sacerdotessa e mediatrice di questo miracolo che è il panta rei dell’esistenza, cogliendone l’altezza e “complessità” e rendendola – a noi comuni mortali – in forme più comprensibili (si veda Le lettere, pag 39, dove, inanimato e animato, astratto e concreto, ci vengono presentati sotto l’aspetto di mere lettere dell’alfabeto).

Ultima riflessione, ma non di minore importanza, per capire la liricità di Elena  Giulia Belotti: anche tutti questi componimenti, come già quelli della prima raccolta, vivono di un’altra intima cifra strutturale che li anima e sostiene: sono MUSICA.

Finisco indicando la mia preferita in assoluto: Bolle di sapone: questa lirica, nel giro di pochi ed essenziali versicoli, ci narra la trama della fragilità dell’esistenza umana (penso a Soldati di Ungaretti), che però sa anche prendersi gioco delle regole rigide, rappresentate dai semafori, e librarsi leggera “per un po’/su questa Terra”.

                                                                                                                                             nino lo conti

Casa Ceresa,  San Giovanni Bianco, 28 Settembre 2012

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