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Denominatore comune di queste poesie è il far ricorso a tutti quegli elementi della Natura che ci circondano quotidianamente; essi vengono valorizzati, ed ogni poesia è un invito ad osservarli, gustarli e a cogliere i tesori che gratuitamente la Terra ci offre.

 

Scelgo di commentare i testi che ho preferito.

 

Stagioni

In questo testo ho colto un esplicito invito ad assaporare con i sensi (vista, udito, tatto) il trascorrere del tempo e valorizzarlo attraverso le piccole cose quotidiane. Ho apprezzato la capacità dell’autrice di rendere grandi e profondi i piccoli dettagli della Natura.

Nello snodarsi della poesia, l’autrice fa ricorso a diverse immagini riferite, per la maggior parte, ad esseri viventi o a fenomeni animati; per contrasto, lo scritto si conclude con l’immagine della pietra (essere inanimato) che, qui, quasi, sembra prendere vita, come testimone del trascorrere ineluttabile del tempo.

 

Cerchi d’acqua

Mi ha colpito, in primo luogo, l’immagine della “culla di rana” in quanto elementi quali la rana e lo stagno nel quale essa vive sono, tradizionalmente, considerati poco poetici; l’autrice, tuttavia, è riuscita, secondo me, ad elevarli, a coglierne l’aspetto poetico e ad armonizzarli con altri elementi più tradizionalmente lirici ( limpido specchio,luce soave…).

Emerge inoltre il contrasto fra immagini quali “fior d’acqua” ( mi fa pensare a qualcosa di superficiale e leggero) e “moto profondo” (richiama qualcosa di più introspettivo, più intimo).

 

Fiore di ghiaccio

Mi è piaciuto l’aspetto immediato di contrapposizione tra soggetti quali il ghiaccio (che rimanda ad immagini di freddo, staticità, assenza di vita) e la luce ( che, invece è calore, movimento, fonte di energia e, quindi, vita).

Questa discordanza si risolve nella parte finale , quando i due elementi interagiscono ed anche il ghiaccio, apparentemente inanimato, sciogliendosi, diventa a sua volta, fonte indispensabile di vita.

 

Fiori

Chiaramente la poesia ricalca la struttura delle litanie di invocazione dei Santi, ed è un esplicito invito a trovare la divinità in semplici elementi della Natura ( molte specie citate, infatti sono vegetali molto comuni).

 

 

L’insieme di questi componimenti, per il loro continuo riferirsi alla bellezza ed alla grandezza della Natura, mi ricordano una delle mie poesie preferite: “Shall I compare thee to a summer’s day?”(Sonetto XVIII) di W. Shakespeare.

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