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Dei versi che ho letto, pochi mi sono entrati dentro; con questo non voglio sminuire l'autrice, sicuramente sarà un problema mio, che preferisco un buon romanzo ad una bella poesia. nonostante ciò ho trovato di rara profondità i versi di "fiore di ghiaccio": lo ammetto, all'inizio ero molto scettica pensando di trovare anche qui lo stesso elenco di fiori che l'autrice ha stilato nell'omonima poesia, ma, leggendo, mi sono ricreduta. in fiore di ghiaccio ho ritrovato un elemento di sacralità che negli altri versi non ho trovato; innanzitutto sembra impossibile che possa esistere un fiore nel periodo invernale, un fiore addirittura fatto di ghiaccio e questo mi ha portato a pensare che forse il fiore di ghiaccio non è altro che qualcuno/ qualcosa che la Belotti considera al di sopra di sè. continuando la lettura sono rimasta colpita dalla parola perfezione: è un termine che noi usiamo molte volte, quasi sempre in maniera impropria, per poi tornarcene nel luogo comune de "la perfezione non esiste"...l'autrice lo lega a questo fiore e tutto questo non ha fatto altro che alimentare la mia convinzione; ciò che però ha confermato la mia ipotesi sono stati gli ultimi sei versi:

" il fiore di ghiaccio si scioglie

si fonde

 

 

qual neve

qual pianto

qual lacrima pura.

 

disseta i fratelli"

 

non sono ancora riuscita a trovare in questo mondo qualcuno/qualcosa che sia disposto a mettersi da parte (o sciogliersi per usare una parola direttamente dal testo) per gli altri, si elimina, soffre, piange eppure quello che genera è talmente puro che se ne dissetano tutti. sparisce dando vita al "rimbombo di mille parole", le preghiere che coloro che stanno in basso esprimono, le esaudisce.

 

 

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